STUDIO DANZA CUS BERGAMO ASD

E’ molto complesso definire cosa è la danza: è uno sport? E’ una disciplina? E’ un arte?

La danza è sicuramente un’arte, un’arte performativa che richiede disciplina e gesto atletico per poter regalare al corpo la libertà di esprime l’animo.

Sin dall’ antichità, la danza è parte dei rituali, è momento di aggregazione della collettività nelle feste popolari e anche occasione di aggregazione, sviluppando la socialità.

La danza è un mondo vastissimo, non solo perché esistono molte forme di danza, ma anche perché è un’arte del corpo in movimento.

Nasce in Italia, dai balli di corte del Rinascimento.

Il genere venne ripreso poi dalle corti francesi, che lo svilupparono e lo portarono alla massima espressione durante il 17º -18º secolo.

Fu in questo periodo che la danza classica venne codificata nelle sue posizioni e pose. Ecco il perché dei nomi francesi della danza classica.

Da essa si svilupparono poi la danza moderna, la danza contemporanea e tutti gli altri stili di danza a cui assistiamo oggi.

CHE COSA IL METODO VAGANOVA

Il metodo Vaganova è una tecnica di insegnamento della danza classica elaborata negli anni dal 1917 agli anni cinquanta a Leningrado in Unione Sovietica da Agrippina Jakovlevna Vaganova, presso l’Accademia del Teatro Kirov che prese da lei il nome di Accademia Vaganova.

I contenuti dei piani di studio sono strutturati in maniera progressiva per garantire che il livello tecnico di perizia richiesto, rientri nell’ambito delle capacità di apprendimento dell’allievo.

Insegnanti in possesso di una valida comprensione dei principi del movimento, nella musicalità e degli aspetti fondamentali del balletto classico, forniscono un programma di studio equilibrato e attentamente pianificato.

DANZA CREATIVA

La danza dai 3 ai 5 anni costituisce un percorso di crescita sano, attraverso un’attività ludica dove le componenti principali sono la creatività, l’immaginazione e … tanta fantasia!

Il corpo, la musica e lo spazio diventano il mezzo per scoprire le potenzialità creative del bambino.

Gli allievi ricevono gli strumenti necessari per stimolare la fantasia e l’immaginazione, elementi indispensabili per sviluppare la creatività, disciplinando – e anche regolando- le loro capacità di espressione. Così, il bambino migliora l’autostima e più consapevole, diviene in grado di gestire questa sua libertà.

Gli anni della propedeutica prevedono l’elaborazione di elementi importanti e basilari che non sono semplici.

Questi elementi di base vengono introdotti nella lezione sotto forma di gioco, precisando che con questo termine si fa riferimento non al gioco ricreativo, ma educativo.

Ovviamente vi sono delle regole da rispettare e i contenuti non sono altro che le componenti e gli elementi di base della danza.

Il gioco non è solo e semplicemente un elemento ludico da introdurre qua e là nell’arco della lezione: la lezione stessa è un gioco … E il gioco ne diventa l’elemento portante.

L’obiettivo è dunque motivare i piccoli allievi, far sì che essi possano avere un ruolo attivo all’interno della lezione: vanno stimolati e risvegliati la loro creatività, così come vanno risvegliate e stimolati l’efficienza e l’attività fisica.

Divertimento e gioco divengono gli elementi e le componenti fondamentali della lezione, utilizzando anche oggetti che, trasformandosi in attrezzi giocattolo, forniscono ulteriori input creativi.

Imparare giocando porta il bambino a ricercare la qualità del movimento, lo spinge a fare sempre meglio, così che egli arriverà successivamente -per gradi e senza noia- ad acquisire, e poi fare propri, gli elementi della tecnica, che non saranno così sterili o imprigionati, ma andranno ad arricchire il suo bagaglio di conoscenze e il linguaggio corporeo.

Riuscirà in tal modo a comunicare le sue emozioni, e il suo danzare sarà allora un danzare cosciente.